giovedì 14 maggio 2009

La vita ridotta all'osso - introduzione

Leo Hickman è il cittadino britannico medio: una moglie (Jane), un figlia appena nata (Esme), una modesta casa a Londra, poco sport e ancor meno attivismo politico e sociale.

Non mi sono mai visto come uno che lotta molto. Ogni tanto firmo una petizione se me lo chiedono per strada, ma spesso è più per l'imbarazzo di dire no che per vera solidarietà con la causa. Non ho mai partecipato a manifestazioni né a picchetti fuori dal municipio. Probabilmente il massimo della mia partecipazione democratica lo raggiungo guardando Question Time.
Per via del lavoro (Leo fa il giornalista per The Guardian) la famiglia Hickman parte per l'avventura più impegnativa e sconvolgente in cui degli inglesi europei occidentali possano cimentarsi: vivere un anno in modo etico e ad impatto zero.
Con uno stile fresco e divertente l'autore racconta nel suo libro-diario le rivoluzioni che porteranno la sua famiglia a vivere nel pieno rispetto della biosfera.
Conformemente al personaggio, il suo tono non è mai prepotente, né il testo sprofonda in verità messianiche: il racconto è invece arricchito da uno spesso e autentico strato psicologico che accompagna la trasformazione di sé e della sua famiglia.
Non riesco a decidere se preferivo le cose come stavano, prima di sentire cosa avevano da dirci, o se è meglio sapere ma dover fare i conti con il senso di colpa. Beata ignoranza? O conoscenza uguale potere? Non riesco proprio a decidere.
Non dovrebbe essere tutto quanto Zen e perdono? Una parte di me sta diventando un vecchio bastardo brontolone che si lagna di tutti quelli che continuano con la loro vita 'spensierata'.

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