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venerdì 15 maggio 2009

Alla faccia di Stalin! Tiè!

Forte dell'alleanza con la Germania nazista, allo scoppio della II guerra mondiale, la Russia ha mano libera in Polonia orientale e quindi nelle repubbliche baltiche.
Il contatto con gli alti stili di vita che le 3 ex province zariste avevano raggiunto durante il I dopoguerra grazie all'indipendenza, fu causa di imbarazzo per il regime.
Una curiosa notizia fece sorridere mezzo mondo: durante una serata di gala all'Opera di Riga, le autorità locali credettero di sognare vedendo avanzare i generali russi con il petto ricoperto di medaglie che davano fieramente il braccio alle rispettive signore in fruscianti camicie da notte. Le avevano scambiate per eleganti abiti da sera.
fonte: Arrigo Petacco, La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleatie Mussolini stava a guardare, Mondadori, Milano 2008.

Alla faccia del Duce! Aritiè!

In seguito alle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni all'Italia fascista dopo l'invasione dell'Abissinia, Mussolini dirotta l'economia nazionale verso l'autarchia.
Anche per la lana si escogitarono succedanei autarchici: la si ricavava, per esempio, dal latte o dalle pellicce dei conigli. (E male gliene incolse a una fabbrica tessile di Perugia la quale ebbe la peregrina idea di lanciare il suo prodotto con questo slogan: "La lana di coniglio è la lana degli italiani". Il collegamento italiano-coniglio mandò Mussolini su tutte le furie).
fonte: Arrigo Petacco, La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleatie Mussolini stava a guardare, Mondadori, Milano 2008.

L'uomo che fece scoppiare la II guerra mondiale

si chiamava Alfred Helmut Naujocks, aveva ventisette anni ed era uno studente fuori corso di filosofia arruolatosi volontario nelle SS con il grado di Untersturmführer, sottotenente. Fanatico nazista, coraggioso e spericolato, era stato scelto personalmente da Heinrich Himmler, il comandante delle SS, affinché provvedesse a organizzare un "incidente" sulla frontiera polacca capace di fornire al comando della Wehrmacht la scusa ufficiale per giustificare di fronte all'opinione pubblica la realizzazione del Fall Weiss, il "caso bianco", ossia il piano per l'intervento armato in Polonia.
Schiacciati tra le vicende del I dopoguerra e le grandi battaglie della II guerra mondiale, gli eventi degli anni 1939-1940 sono poco noti:

dall'arrogante spavalderia dei Polacchi (arroccati su una posizione di velleitaria politica di grande potenza alimentata dalla vittoria del '21 sull'armata rossa) che fece sfumare a Francia e Inghilterra la possibilità di un accordo con Stalin
Questo spavaldo colonnello polacco, che trattava da pari a pari con la Francia e l'Inghilterra, non aveva voluto ascoltare ragioni. La sua risposta era stata chiara: "Noi non permetteremo mai ai russi di penetrare nei territori che abbiamo conquistato nel 1921"
alla drôle de guerre (la "guerra strana"), ribattezzata in Italia "Guerra dei coriandoli" perché combattuta non con bombe ma con innocui volantini
La noia mortale era raramente interrotta dall'apparire di qualche ricognitore Fieseler-Storch che volteggiava sopra le linee francesi. Ma era inutile correre nei rifugi: piovevano soltanto volantini di propaganda. Il testo di questi manifestini era a volte pacifista ("Soldati francesi, non sparate! Se non lo farete, neanche noi lo faremo!"), a volte ironico ("Francesi! Gli inglesi si batteranno fino all'ultimo... francese!).
Cosa spinse Francia e Inghilterra a congelare i confini con la Germania invece di attaccare i tedeschi mentre il loro esercito era impegnato in Polonia e il fronte occidentale era sguarnito?
"Se la Germania non è crollata già nel 1939" dichiarerà a Norimberga il generale Jodl "lo si deve unicamente al fatto che le centodieci divisioni inglesi e francesi sono rimaste del tutto inattive benché avessero davanti soltanto venticinque divisioni tedesche.
Perchè Mussolini dovette coniare un neologismo, 'nonbelligeranza'?
La parola "neutralità" non rientrava nel lessico bellicoso di Mussolini. "Non posso diventare un neutralista e neppure un araldo della pace dopo diciotto anni di propaganda guerriera!" si era giustificato con Ciano... Cosicché, il neologismo "nonbelligeranza", da lui escogitato per definire la posizione dell'Italia in quel frangente, gli calzava a pennello. Non potendo fare la guerra, si limitò a minacciarla emanando tutte quelle disposizioni che, in caso di soluzione pacifica del conflitto, gli avrebbero consentito di dire che comunque l'avrebbe fatta.
fonte: Arrigo Petacco, La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleatie Mussolini stava a guardare, Mondadori, Milano 2008.