venerdì 19 giugno 2009

Il canto del diavolo

Indispensabile lettura per chi ha in programma un viaggio a Dubai, boom city 'dove un sovrano illuminato (che assomiglia a Berlusconi) cova l'utopia di un habitat così perfetto che gli uomini vi diventino inutili', Il canto del diavolo di Walter Siti descrive, con gli occhi del turista, la città trionfo del pensiero capitalista occidentale, dove tutto è esagerazione e dove l'esagerazione diventa una seconda natura, nata 'dallo scontro vittorioso con la prima'.
Estrema è la contrapposizione del tutto, che è la città
"Questi alla prete cianno il Rolex , da noi nelle stazioni e mettono l'orologi che si trovano nelle patatine"
col niente, che è il territorio.
"ce credo che questi vonno cotruì, se saranno rotti il cazzo del nulla... diranno costruite quello che ve pare, ma costruite"
Siti si trova nella capitale degli Emirati Arabi Uniti su invito della casa editrice, col fine di trarne il libro che poi ha scritto; l'anno è il 2008, in autunno, quando il riflesso della crisi iniziava a strisciare per le vie della città. Dubai è dunque un giocattolo
La Clock Tower è un trespolo di cemento, quattro volute che reggono il solito Rolex
che rischia di rompersi:
Giovanni è contento perché qui impara i trucchi da applicare il Italia; "poi, quando crolleranno, chiudo le valige e me ne vado". Dà per scontato che il giocattolo si romperà, "perché qua non ci sta niente di bello"
Le sottolineature romanesche arricchiscono soltanto il primo capitolo e da p. 37 il libro rinuncia a stimolare sorrisi.


fonte: Walter Siti, Il canto del diavolo, Rizzoli, Milano 2009.

martedì 2 giugno 2009

La legge di Parkinson - introduzione

Nulla a che spartire con l'omonima malattia, Cyril Northcote Parkinson illustra, in un volumetto ormai datato ma tremendamente attuale, la legge omonima, ovvero la Legge di Parkison.
Strumento indispensabile nel gabinetto del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione (nei casi in cui non sia esso stesso una conseguenza della Legge di Parkinson), il lavoro di C. N. Parkinson diventa una lettura indispensabile ovunque, sul soffice manto della Pubblica Amministrazione, germogli un Capo Area: il burocrate saprà così come garantire sé stesso, mentre il cittadino eviterà di guastarsi il fegato con domande irrisolte.
Con due semplici assiomi La legge di Parkison svela perché
non esiste alcun rapporto fra il lavoro da svolgere e il numero delle persone a cui tale lavoro è affidato. Non necessariamente l'assenza di attività concreta significa ozio. Non necessariamente la mancanza di un'occupazione effettiva si manifesta coi sintomi della inazione palese
La qualità delle formulazioni teoriche e del tessuto argomentativo stimolano la suggestione e l'interesse verso questo piccolo saggio, mentre lo stile fortemente ironico e mai banale trasforma la lettura in un'esperienza accessibile a tutti e piacevolmente rinfrescante.

fonte: Cyril Northcote Parkinson, La Legge di Parkinson, Bompiani, Milano 1966.